Un ombrello per la crisi

La notizia vista dai webzine

 

Di Vito Piazza

 

La crisi mondiale non accenna a fermarsi, costringendo i Paesi interessati a trovare nuove misure per arginare una delle congiunture economiche più difficili e complesse dell’ epoca moderna. La Banca Centrale Europea mercoledì 3 dicembre ha deciso di tagliare di 0,75 punti i tassi di interesse portandoli al 2,50%, i più bassi da due anni e mezzo. Lo rende noto lo stesso istituto di Francoforte, che comunica anche di aver abbassato il tasso marginale di 0,75 punti al 3% e quello sui depositi al 2%.

 

 Borse.it riprende le parole del presidente della Bce Jean-Claude Trichet, il quale sostiene: “L'atteso maxi-calo dei tassi e' arrivato. Si tratta del più ampio taglio di sempre, che conferma uno scenario di recessione per il 2009, con una crescita attesa tra quota zero e quota -1%”.

Per il presidente è sbagliato parlare di deflazione in questa fase: “Sì - spiega - ci sarà una prolungata fase di debolezza della domanda, ma per ora si può solo parlare di disinflazione. Ma il livello di incertezza in questa fase resta eccezionalmente elevato”.
Dunque nessuno sa con precisione quello che accadrà, sia sul fronte finanziario che su quello economico, ma di certo questa situazione influenza il comportamento delle banche, con i prestiti a imprese e famiglie in diminuzione.

Da Trichet arriva poi un invito ai governi della zona euro a fare tutto il possibile per dare un forte contributo, ognuno in base ai propri margini di manovra, alla ripresa dell'economia, “nonostante per ogni Paese resti essenziale mantenere la disciplina di bilancio, e dunque il rispetto del Patto Ue di stabilità e di crescita, senza andare oltre la flessibilità concessa”.

 

 

 

Circa la natura delle misure adottate, RaiNews24 sottolinea che “i tassi di interesse, ridotti al 2,5%, sono i più bassi da due anni e mezzo, precisamente da maggio 2006. Si tratta del terzo taglio stabilito dalla Bce in appena due mesi: è questo un inequivocabile segnale che la crisi finanziaria si sta ripercuotendo molto duramente sull’economia reale”. Inoltre “Nel terzo trimestre dell’anno, il Prodotto Interno Lordo dell’area euro è sceso dello 0,2%, così come quello dell’insieme dell’Unione Europea. Si confermano insomma tutti i segnali di una crisi molto ampia: su base mensile, c’è stato un peggioramento nell’Ue rispetto al secondo trimestre, quando il Pil era rimasto stabile”.

 

 

Il webzine Bluinvest si concentra sugli effetti della crisi in ambito statunitense: “Ad indebolire le piazze azionarie del Paese a stelle e strisce e' stata la pubblicazione dei deludenti dati macroeconomici sul mondo del lavoro. Il Dipartimento del Lavoro degli Usa ha reso noto che i posti di lavoro sono scesi, nel mese di novembre, di 533 mila unità (nei settori non agricoli), un risultato decisamente peggiore rispetto alle previsioni degli analisti che preventivavano una flessione meno marcata intorno a 350 mila unità. Il tasso di disoccupazione inoltre e' salito al 6,7%”.

 

 

Secondo Finanza.com le borse europee mostrano un continuo peggioramento, mentre anche Wall Street è in netto calo dopo la comunicazione dei dati sull'occupazione Usa, che a novembre registrano una perdita di 533 mila posti di lavoro. I dati mostrano segnali decisamente allarmanti: “negli ultimi tre mesi che vanno da settembre a novembre l'economia americana ha perso piu' di 1,2 milioni di posti di lavoro, causa la decisione delle aziende, in un contesto di chiara recessione, di tagliare i loro costi di lavoro a fronte di un netto calo dei profitti. E il peggio potrebbe ancora essere dietro l'angolo, visto che secondo alcuni economisti il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare a balzare fino all'8% nei prossimi mesi”.

Il webzine riporta anche le parole del Presidente eletto Barack Obama: “La recessione attuale e' già costata quasi 2 milioni di posti di lavoro, è per questo che abbiamo bisogno di un piano di ripresa economica che crei almeno 2,5 milioni di posti di lavoro nei prossimi due anni. Credo sia giunto il momento di rispondere con urgenza alla crisi, la quale ci offre anche la possibilità di trasformare la nostra economia e migliorare la vita degli americani”.

Infine Borsaced.it esamina le misure anti-crisi che si apprestano ad adottare congiuntamente Usa e Cina.

“Venti miliardi di dollari supplementari per sostenere i flussi commerciali durante la crisi finanziaria verranno stanziati dalla Cina e dagli Stati Uniti”. Ad annunciarlo è il segretario statunitense al tesoro, Henry Paulson, da Pechino.
“Al fine di sostenere i flussi commerciali in questo periodo di crisi finanziaria, gli Stati Uniti e la Cina hanno annunciato venerdì 5 novembre che le loro due banche di import-export sbloccheranno 20 miliardi di dollari supplementari per crediti commerciali. I nostri Paesi si aspettano che questi grandi sforzi generino un finanziamento totale per le esportazioni che arrivi fino a 38 miliardi di dollari per l'anno prossimo, fornendo un primo ma fondamentale argine alla crisi globale”.