Un ombrello per la crisi
La notizia vista dai webzine
Di Vito Piazza
La crisi mondiale non accenna a
fermarsi, costringendo i Paesi interessati a trovare nuove misure per arginare
una delle congiunture economiche più difficili e complesse dell’ epoca moderna.
Borse.it riprende le parole del presidente della Bce Jean-Claude
Trichet, il quale sostiene: “L'atteso maxi-calo dei tassi e' arrivato. Si
tratta del più ampio taglio di sempre, che conferma uno scenario di recessione
per il 2009, con una crescita attesa tra quota zero e quota -1%”.
Per
il presidente è sbagliato parlare di deflazione in questa fase: “Sì - spiega -
ci sarà una prolungata fase di debolezza della domanda, ma per ora si può solo
parlare di disinflazione. Ma il livello di incertezza in questa fase resta
eccezionalmente elevato”.
Dunque nessuno sa con precisione quello che accadrà, sia sul fronte finanziario
che su quello economico, ma di certo questa situazione influenza il
comportamento delle banche, con i prestiti a imprese e famiglie in diminuzione.
Da
Trichet arriva poi un invito ai governi della zona euro a fare tutto il
possibile per dare un forte contributo, ognuno in base ai propri margini di
manovra, alla ripresa dell'economia, “nonostante per ogni Paese resti
essenziale mantenere la disciplina di bilancio, e dunque il rispetto del Patto
Ue di stabilità e di crescita, senza andare oltre la flessibilità concessa”.
Circa
la natura delle misure adottate, RaiNews24
sottolinea che “i tassi di interesse, ridotti al 2,5%, sono i più bassi da due
anni e mezzo, precisamente da maggio 2006. Si tratta del terzo taglio stabilito
dalla Bce in appena due mesi: è questo un inequivocabile segnale che la crisi
finanziaria si sta ripercuotendo molto duramente sull’economia reale”. Inoltre
“Nel terzo trimestre dell’anno, il Prodotto Interno Lordo dell’area euro è
sceso dello 0,2%, così come quello dell’insieme dell’Unione Europea. Si
confermano insomma tutti i segnali di una crisi molto ampia: su base mensile,
c’è stato un peggioramento nell’Ue rispetto al secondo trimestre, quando il Pil
era rimasto stabile”.
Il
webzine Bluinvest
si concentra sugli effetti della crisi in ambito statunitense: “Ad indebolire
le piazze azionarie del Paese a stelle e strisce e' stata la pubblicazione dei
deludenti dati macroeconomici sul mondo del lavoro. Il Dipartimento del Lavoro
degli Usa ha reso noto che i posti di lavoro sono scesi, nel mese di novembre,
di 533 mila unità (nei settori non agricoli), un risultato decisamente peggiore
rispetto alle previsioni degli analisti che preventivavano una flessione meno
marcata intorno a 350 mila unità. Il tasso di disoccupazione inoltre e' salito
al 6,7%”.
Secondo
Finanza.com le borse europee mostrano un
continuo peggioramento, mentre anche Wall Street è in netto calo dopo la
comunicazione dei dati sull'occupazione Usa, che a novembre registrano una
perdita di 533 mila posti di lavoro. I dati mostrano segnali decisamente
allarmanti: “negli ultimi tre mesi che vanno da settembre a novembre l'economia
americana ha perso piu' di 1,2 milioni di posti di lavoro, causa la decisione
delle aziende, in un contesto di chiara recessione, di tagliare i loro costi di
lavoro a fronte di un netto calo dei profitti. E il peggio potrebbe ancora
essere dietro l'angolo, visto che secondo alcuni economisti il tasso di
disoccupazione potrebbe arrivare a balzare fino all'8% nei prossimi mesi”.
Il
webzine riporta anche le parole del Presidente eletto Barack Obama: “La
recessione attuale e' già costata quasi 2 milioni di posti di lavoro, è per
questo che abbiamo bisogno di un piano di ripresa economica che crei almeno 2,5
milioni di posti di lavoro nei prossimi due anni. Credo sia giunto il momento
di rispondere con urgenza alla crisi, la quale ci offre anche la possibilità di
trasformare la nostra economia e migliorare la vita degli americani”.
Infine
Borsaced.it
esamina le misure anti-crisi che si apprestano ad adottare congiuntamente Usa e
Cina.
“Venti
miliardi di dollari supplementari per sostenere i flussi commerciali
durante la crisi finanziaria verranno stanziati dalla Cina e dagli Stati
Uniti”. Ad annunciarlo è il segretario statunitense al tesoro, Henry
Paulson, da Pechino.
“Al fine di sostenere i flussi commerciali in questo periodo di crisi
finanziaria, gli Stati Uniti e